L’Esercizio è Medicina: Un’Arma Potente per la Sopravvivenza e la Prevenzione delle Recidive Tumorali
Quando pensiamo alle cure contro il cancro, la mente corre subito alla chemioterapia, alla radioterapia o alla chirurgia. Tuttavia, la ricerca scientifica più avanzata ci sta dimostrando che esiste un’altra “medicina” fondamentale, spesso trascurata ma incredibilmente potente: l’esercizio fisico.
In questo articolo, basato sulla lezione del Professor Rob Newton della Edith Cowan University (esperto mondiale in esercizio oncologico), esploriamo come l’attività fisica mirata non sia solo “stile di vita”, ma una vera e propria terapia in grado di cambiare il corso della malattia.
Non solo prevenzione: l’impatto sulla sopravvivenza
I dati presentati dal Prof. Newton sono sorprendenti. L’esercizio fisico non serve solo a “stare in forma”, ma agisce direttamente sulla biologia del tumore. Gli studi clinici hanno evidenziato che l’attività fisica può raddoppiare le possibilità di sopravvivenza in alcune delle tipologie di cancro più comuni:
- Cancro al seno: È stato osservato che anche una quantità moderata di attività (equivalente a circa 3 ore di camminata a settimana) può ridurre il rischio di mortalità e recidiva fino al 50%.
- Cancro al colon: Pazienti che mantengono uno stile di vita attivo dopo la diagnosi vedono ridursi drasticamente il tasso di mortalità rispetto ai sedentari.
- Cancro alla prostata: Qui l’intensità conta. L’attività fisica vigorosa è stata associata a una riduzione del 61% del rischio di morte specifica per questa malattia.
Il muscolo come “Farmacia Interna”
Perché l’esercizio funziona così bene? Il Prof. Newton spiega che il muscolo scheletrico non serve solo a muoverci, ma è il più grande organo endocrino del corpo.
Quando ci alleniamo, i muscoli rilasciano nel sangue sostanze chimiche chiamate miochine. Queste molecole viaggiano nel corpo e hanno la capacità di:
- Sopprimere la crescita tumorale: Test di laboratorio hanno mostrato che il siero del sangue prelevato dopo l’esercizio fisico inibisce la proliferazione delle cellule tumorali della prostata.
- Potenziare il sistema immunitario: L’esercizio rende le nostre cellule immunitarie (come le cellule “Natural Killer”) più efficaci nell’individuare e attaccare le cellule malate.
- Migliorare l’ossigenazione: I tumori prosperano in ambienti poveri di ossigeno (ipossici). Aumentando la circolazione, creiamo un ambiente ostile alla crescita del cancro.
Gestire gli effetti collaterali delle cure
Molti pazienti oncologici ricevono terapie che, pur salvavita, hanno pesanti effetti collaterali. Anche qui, l’esercizio si rivela cruciale:
- Contrasto alla perdita ossea e muscolare: Terapie come la deprivazione androgenica (ADT) per il cancro alla prostata causano spesso osteoporosi e perdita di forza. I dati mostrano che una combinazione di pesi e “impact loading” (esercizi di impatto controllato) è l’unico intervento capace di preservare la densità ossea.
- Riduzione della fatica: L’esercizio è, controintuitivamente, il miglior trattamento per la fatigue (stanchezza cronica) legata al cancro, con risultati nettamente superiori al semplice riposo.
- Salute sessuale: È stato dimostrato che l’esercizio aiuta a preservare la libido e la funzione sessuale nei pazienti in terapia ormonale, migliorando significativamente la qualità della vita.
Sicurezza: dal riposo al movimento
Un vecchio mito da sfatare è che il paziente oncologico debba riposare. Al contrario, il riposo prolungato porta a un declino funzionale. Il Prof. Newton ha presentato dati rassicuranti:
- Anche in presenza di metastasi ossee, un programma di esercizi supervisionato ed evita i carichi diretti sulla lesione è sicuro e migliora la forza fisica.
- Per le donne con linfedema post-cancro al seno, sollevare pesi (in modo progressivo) non peggiora il gonfiore, anzi, migliora la funzionalità dell’arto.
Una prescrizione personalizzata
L’esercizio fisico in oncologia non è “fai da te”. Come ogni medicina, deve avere il giusto dosaggio, intensità e tipologia.
Al Medical Sangallo, crediamo nell’importanza di un approccio integrato alla salute. Questi dati ci confermano che prendersi cura del proprio corpo attraverso il movimento non è un optional, ma una parte integrante del percorso di cura e prevenzione.
Nota: Prima di intraprendere qualsiasi programma di esercizio, specialmente durante o dopo cure oncologiche, è fondamentale consultare il proprio medico e affidarsi a specialisti del movimento.









